Per chiedere L’ISEE corrente è necessario innanzitutto essere in possesso di un modello ISEE (ordinario) in corso di validità. Per poterlo richiedere è requisito fondamentale  una variazione lavorativa, di uno dei membri del nucleo familiare, che comporti un abbattimento della situazione reddituale almeno del 25%.

ISEE CORRENTE:

L’Isee ordinario, basato sulla Dsu, può essere sostituito da analogo indicatore, definito Isee corrente, e calcolato con riferimento a un periodo più ravvicinato al momento della richiesta della prestazione (anziché i due anni precedenti), quando ricorrano le condizioni del regolamento Dpcm 159/2013 e secondo le modalità descritte, condizioni che si verificano in presenza di rilevanti variazioni del reddito (determinate, nella maggioranza dei casi, dalla perdita del posto di lavoro). In tali casi i valori di due anni prima non riflettono la reale situazione economica del nucleo familiare. Proprio per questo motivo è stato introdotto il modello ISEE corrente che, al contrario, fa riferimento ai redditi dichiarati negli ultimi 12 mesi o, in caso di variazioni dovuti a licenziamento o perdita del posto di lavoro per i dipendenti a tempo determinato, negli ultimi due mesi.

VALIDITA’ = 6 mesi dal momento della presentazione del modello.

REQUISITI: con le modifiche apportate alla DSU, dalla data del 23.10.2019, per l’Isee corrente sarà sufficiente ritrovarsi in una delle seguenti situazioni:

  1. Variazione della situazione lavorativa per almeno un componente del nucleo a seguito di:

– risoluzione del rapporto di lavoro o sospensione/riduzione dell’attività lavorativa (per Lavoratori dipendenti a tempo indeterminato);

– stato di inoccupazione per lavoratori impiegati in contratti a tempo determinato ovvero impiegati con tipologie contrattuali flessibili, per almeno 120 giorni nei 12 mesi precedenti la conclusione dell’ultimo rapporto di lavoro;

– stato di inoccupazione di lavoratori autonomi (che abbiano cessato la propria attività alla data di presentazione delle DSU) dopo averla svolta in via continuativa per almeno 12 mesi.

  1. Interruzione dei trattamenti previdenziali, assistenziali e indennitari per uno o più componenti il nucleo familiare;
  2. Variazione della situazione reddituale complessiva del nucleo familiare almeno del 25% rispetto a quanto dichiarato in precedenza (cioè alla situazione reddituale individuata nell’Isee calcolato ordinariamente).

Nel caso in cui, in presenza di ISEE corrente valido, un componente del nucleo famigliare trovi nuova occupazione e/o fruisca di nuovi trattamenti previdenziali, assistenziali e indennitari non rientranti nel reddito complessivo ai fine IRPEF è necessario presentare nuovo ISEE corrente entro i due mesi dall’inizio della variazione.

Tra le principali novità troviamo il nuovo limite di età per i figli maggiorenni, non conviventi che è quello dei 26 anni purché risultino a carico dei genitori ai fini Irpef. Unica eccezione, a tale regola, è quella in cui il figlio sia coniugato e/o ha figli.

ISEE ORDINARIO:

VALIDITA’:  31/12 dell’anno in corso

Il decreto legge 101/2019 (articolo 7) in fase di conversione in parlamento, modifica la recente legge crescita (58/2019) precisando che, dal 1° gennaio 2020, la dichiarazione sostitutiva unica ai fini della richiesta dell’Isee, è valida dalla data di presentazione fino al successivo 31 dicembre.

Una circolare dell’Inps 2019 chiarisce:

le DSU avranno validità a partire dalla data di presentazione fino al 31 dicembre, mentre i redditi percepiti e i patrimoni posseduti presi a riferimento saranno quelli di 2 anni prima. Per il 2020, quindi, i redditi e i patrimoni di riferimento saranno quelli del 2018.

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