Per consultare le FAQ sulla morosità del Comune di Milano clicca qui

TASSE PER L’AFFITTO

Cedolare secca

CEDOLARE SECCA: cos’è e come funziona?

La “cedolare secca” è una modalità di tassazione dei canoni d’affitto alternativa a quella ordinaria e che, a certe condizioni, può essere scelta dal locatore.

Essa consiste nell’applicare al canone annuo di locazione un’imposta fissa, in sostituzione dell’Irpef e delle relative addizionali, dell’imposta di registro e dell’imposta di bollo.

Ecco come funziona:

Per maggiori informazioni consultare il  sito dell’Agenzia delle Entrate.

CEDOLARE SECCA: cosa devo fare?

Ho optato per la cedolare secca quando ho registrato il contratto di locazione. Quando devo versare l’imposta? Devo versare anche l’imposta di registro e mettere il bollo? Posso aggiornare il canone di locazione? Alla scadenza delle successive annualità contrattuali devo fare qualcosa?

Quando devo versare l’imposta? Per il primo periodo di imposta in cui opta per il regime della cedolare secca non sono dovuti acconti, dovrà semplicemente versare l’imposta a saldo l’anno successivo. Solo dal secondo anno dovrà iniziare a versare gli acconti, analogamente a quanto accade per l’Irpef.

Devo versare anche l’imposta di registro e mettere il bollo sui contratti da registrare? No. Sul canone di locazione annuo si applica un’imposta fissa (21% o 15%, ridotta al 10% per il quadriennio 2014-2017) che sostituisce sia l’Irpef e relative addizionali che le imposte di registro e bollo.

Posso aggiornare il canone di locazione? No, per il periodo di durata dell’opzione è sospesa per il locatore la facoltà di chiedere l’aggiornamento del canone a qualunque titolo (compresi gli aggiornamenti ISTAT), anche se la facoltà è prevista nel contratto di locazione.

Alla scadenza delle successive annualità contrattuali devo fare qualcosa? No, l’opzione esercitata in sede di registrazione del contratto produce i suoi effetti fino alla scadenza del contratto e comunque fino a revoca. Solo durante il periodo di proroga va ripresentato il Mod. RLI c7o Ag. Delle Entrate con riconferma opzione.

CEDOLARE SECCA: è applicabile per società, box e contratti transitori?

Il regime di tassazione a cedolare secca può essere applicato a tutti contratti di locazione di immobili a uso abitativo, anche transitori o di durata inferiore a trenta giorni nell’anno.

Il regime di tassazione a cedolare secca non è applicabile nei seguenti casi:

1) Il conduttore è una società che intende adibire l’immobile ad abitazione dei propri dipendenti. Sono esclusi dal campo di applicazione della cedolare secca i contratti di locazione conclusi con conduttori che agiscono nell’esercizio di attività di impresa o di lavoro autonomo, indipendentemente dal successivo utilizzo dell’immobile per finalità abitative di collaboratori e dipendenti.

2) Il locatore è una società. Non possono accedere al regime della cedolare secca le società di persone, le società di capitali, nonché gli enti commerciali e non commerciali.

3) Locazione di box. Si può optare per la cedolare secca soltanto se il box è pertinenza di immobile a uso abitativo ed è locato insieme ad esso (nello stesso contratto).


Tassazione ordinaria

No FAQs Found

ISEE

Dsu

D.S.U.: cos’è e a chi va presentata?

La Dichiarazione Sostitutiva Unica (DSU) è un documento che contiene le informazioni di carattere anagrafico, reddituale e patrimoniale necessarie a descrivere la situazione economica del nucleo familiare per la richiesta di prestazioni sociali agevolate. Le prestazioni sociali agevolate sono prestazioni o servizi sociali assistenziali la cui erogazione dipende dalla situazione economica del nucleo del richiedente, compresi i servizi di pubblica utilità a condizioni agevolate (ad esempio bonus elettrico). Novità: Le informazioni contenute nella DSU sono in parte auto-dichiarate (ad esempio informazioni anagrafiche, dati sulla presenza di persone con disabilità) ed in parte acquisite direttamente dagli archivi amministrativi dell’Agenzia delle entrate (ad esempio reddito complessivo ai fini IRPEF) e dell’INPS (trattamenti assistenziali, previdenziali ed indennitari erogati dall’INPS). Per le parti auto-dichiarate, un solo soggetto compila la DSU, c.d. dichiarante, che si assume la responsabilità, anche penale, di quanto in essa dichiara. La DSU serve a fornire le informazioni utili al calcolo dell’ISEE (indicatore della situazione economica equivalente). L’ISEE è l’indicatore che valuta la situazione economica delle famiglie e tiene conto del reddito di tutti i componenti, del loro patrimonio (valorizzato al 20%) e di una scala di equivalenza in base alla composizione del nucleo familiare e delle sue caratteristiche. L’ISEE, inoltre, tiene conto di particolari situazioni di bisogno, prevedendo trattamenti di favore ad esempio per i nuclei con tre o più figli o per i nuclei con persone con disabilità e/o non autosufficienti.

A chi si presenta la DSU ?

La DSU si presenta all’Ente che fornisce la prestazione sociale agevolata, o anche al Comune o ad un centro di assistenza fiscale (CAF) o alla sede INPS competente per territorio. Il richiedente la prestazione agevolata può comunque presentare la dichiarazione, in via telematica, direttamente all’Inps, collegandosi al sito Internet www.inps.it. Il portale ISEE sarà disponibile nella sezione del sito “Servizi on-line” – “Servizi per il Cittadino” al quale il cittadino potrà accedere utilizzando il PIN dispositivo rilasciato dall’INPS. Le modalità di rilascio del PIN sono descritte nella sezione “II PIN on line” del sito INPS. Nel portale ISEE il cittadino potrà presentare la propria DSU tramite un percorso di acquisizione telematica assistita che sarà di supporto in tutta la fase di inserimento delle informazioni da autodichiarare.


Documentazione per richiedere ISEE

I.S.E. e I.S.E.E.: cosa sono e come posso calcolarli?

L’I.S.E. (Indicatore della Situazione Economica) è un valore dato dalla somma dei redditi e il 20% del patrimonio immobiliare e mobiliare del nucleo famigliare.

L’I.S.E.E. (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) scaturisce dal rapporto tra l’I.S.E. e il parametro desunto dalla scala di equivalenza, che tiene conto del numero dei componenti il nucleo familiare e alcune situazioni particolari (ad esempio, la presenza di un solo genitore o di figli minori o di componenti con handicap, lo svolgimento di attività lavorativa da parte di entrambi i genitori, eccetera).

I due valori (I.S.E. e I.S.E.E.) attestano la situazione economica del cittadino e servono per richiedere prestazioni sociali agevolate, come adeguamento della retta di frequenza degli asili nido comunali, contributi per l’affitto, assegni universitari, riduzione delle bollette, ecc.

Sul sito dell’INPS è possibile reperire informazioni dettagliate e compilare la DSU per richiedere L’I.S.E.E.  Inoltre è possibile fare richiesta della certificazione di I.S.E. ed I.S.E.E. presso qualsiasi Centro di Assistenza Fiscale (C.A.F), esigibile a titolo totalmente gratuito,  presso tutti i C.A.F sul territorio milanese.

Di seguito il link dove puoi consultare l’elenco dei documenti da produrre al C.A.F necessari per la compilazione della DSU: Elenco documenti I.S.E.E.  2018

L’I.S.E.E. è un documento che deve essere obbligatoriamente fornito dagli inquilini che intendono iscriversi e usufruire dei servizi di Milano Abitare.

Di seguito link con elenco C.A.F: http://mediagallery.comune.milano.it/cdm/objects/changeme:17265/datastreams/dataStream3922790537108893/content

MOROSITÀ

Faq Comune di Milano

MOROSITÀ INCOLPEVOLE: cos’è e quali sono le cause previste?

Per morosità incolpevole si intende la situazione di sopravvenuta impossibilità a provvedere al pagamento del canone di locazione a causa della perdita o consistente riduzione della capacità reddituale del nucleo familiare. La perdita o consistente riduzione della capacità reddituale può essere riconducibile a una delle seguenti cause:

  • perdita del lavoro per licenziamento;
  • accordi aziendali e sindacali con consistente riduzione dell’orario di lavoro;
  • mobilità;
  • cassa integrazione ordinaria o straordinaria che limiti notevolmente la capacità reddituale;
  • mancato rinnovo di contratti a termine o di lavoro atipici;
  • cessazione di attività libero-professionali o di imprese registrate, derivanti da cause di forza maggiore o da perdita di avviamento in misura consistente;
  • malattia grave infortunio o decesso di un componente del nucleo familiare che abbia comportato o la consistente riduzione del reddito complessivo del nucleo medesimo o la necessità dell’impiego di parte notevole del reddito per fronteggiare rilevanti spese mediche e assistenziali.
  • Separazione o divorzio già avvenuto o in corso di giudizio
  • Accrescimento naturale del nucleo famigliare per la nascita di uno o più figli
  • Accrescimento del nucleo famigliare per l’ingresso di uno o più componenti privi di reddito ma legati da vincolo parentale con un componente del nucleo famigliare originario
  • Decrescimento del reddito famigliare in seguito a divorzio, separazione, allontanamento comprovato del convivente, uscita di soggetto che all’interno del nucleo contribuiva al reddito famigliare
  • Cessazione di erogazione di contributi pubblici a favore di uno o più componenti del nucleo famigliare che conseguentemente ne determini la riduzione del reddito complessivo.

La consistente riduzione di reddito, riconducibile alle cause di cui sopra, si verifica quando il rapporto canone/reddito raggiunge un’incidenza superiore al 30%. La verifica è effettuata considerando il canone di locazione (escluse spese accessorie) e il reddito complessivo a fini IRPEF. La perdita o consistente riduzione della capacità reddituale deve essere successiva alla stipula del contratto di locazione e porsi, dunque, quale condizione che produce la morosità. La verifica è pertanto ritenuta valida qualora l’incidenza canone/reddito risulti superiore al 30% in almeno uno degli anni solari a partire da quello in cui si è verificata la/e causa/e della morosità e sino a quello in cui insorge la morosità stessa.

Riduzione IMU e TASI: come usufruirne?

Milano Abitare ricorda ai proprietari che hanno beneficiato del servizio offerto dall’agenzia che, al fine di poter usufruire della riduzione IMU e TASI prevista per i contratti a canone concordato, è necessario presentare copia del contratto (già registrato all’Agenzia delle Entrate) presso lo Sportello Tributi del Comune di Milano di Via Silvio Pellico 16 o via Larga 12.

MOROSITÀ: come avviene l’erogazione dei contributi previsti?

Il riconoscimento dello stato di morosità incolpevole da parte del Comune di Milano non determina automaticamente l’erogazione dei contributi previsti da parte di Milano Abitare.

Prima di rivolgersi a Milano Abitare occorre raggiungere un accordo con il proprietario secondo le linee del bando tempo per tempo vigente. Solo in questo caso l’agenzia potrà erogare i contributi predisposti.

Si ricorda, inoltre, che Milano Abitare non possiede alloggi di proprietà, non segue graduatorie di assegnazione, ma lavora esclusivamente su alloggi di proprietà privata.

Il proprietario, nella sua piena autonomia, all’interno dei parametri definiti dall’agenzia è libero di scegliere l’inquilino cui locare l’alloggio.

SUPERFICIE CATASTALE: dove la trovo?

NUOVE VISURE CATASTALI
Agenzia Entrate: Dal 9 Novembre 2015 è presente nelle visure catastali fabbricati il dato “Superficie Catastale”
Con Comunicato Stampa del 9/11/2015 l’Agenzia delle Entrate rende noto che da adesso è presente nelle visure catastali il dato Superficie Catastale, che sarà alla base per il calcolo della TARI, l’utente e l’amministrazione pubblica avranno un dato ufficiale sul quale calcolare l’imposta. A differenza di prima che la tassa era basata su dichiarazione del proprietario o accertamento dell’ente, da adesso si potrà dimostrare la consistenza in metri quadri di un fabbricato urbano.
In ogni visura catastale, salvo errori individuali, sotto la casella “Superficie Catastale” vi sono indicati due superfici:

1. Totale: xxx m² che rappresenta la superficie catastale calcolata così come disposto dal DPR n.138/1998

2. Totale escluse aree scoperte**: xxx m² dove con apposita postilla viene richiamata l’attenzione: ** Si intendono escluse le “superfici di balconi, terrazzi e aree scoperte pertinenziali e accessorie, comunicanti o non comunicanti” (cfr. Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate 29 marzo 2013).

È opportuno ricordare che la superficie catastale di cui al punto 1. è una superficie catastale lorda, comprensiva di tramezzature interne e tamponature esterne (massimo 50 cm), il 50% della superficie degli accessori diretti comunicanti, il 25% degli accessori diretti non comunicanti, nonché una percentuale degli accessori scoperti esclusivi come balconi terrazzi e simili, calcolati al 30% fino a 25 m², il 10% per la quota eccedente nel caso che essi siano direttamente comunicanti con i vani principali; al 15% fino a 25 m², e il 5% per la restante parte nei casi in cui fossero non comunicanti.
Mentre le superfici indicati al punto 2. sono quelle già messe a disposizione delle Pubbliche Amministrazioni, tramite interscambio informatico, costituite sempre dalle superfici lorde, però senza la percentuale di balconi e terrazze.


Bando 2018

SUPERFICIE CATASTALE: dove la trovo?

NUOVE VISURE CATASTALI
Agenzia Entrate: Dal 9 Novembre 2015 è presente nelle visure catastali fabbricati il dato “Superficie Catastale”
Con Comunicato Stampa del 9/11/2015 l’Agenzia delle Entrate rende noto che da adesso è presente nelle visure catastali il dato Superficie Catastale, che sarà alla base per il calcolo della TARI, l’utente e l’amministrazione pubblica avranno un dato ufficiale sul quale calcolare l’imposta. A differenza di prima che la tassa era basata su dichiarazione del proprietario o accertamento dell’ente, da adesso si potrà dimostrare la consistenza in metri quadri di un fabbricato urbano.
In ogni visura catastale, salvo errori individuali, sotto la casella “Superficie Catastale” vi sono indicati due superfici:

1. Totale: xxx m² che rappresenta la superficie catastale calcolata così come disposto dal DPR n.138/1998

2. Totale escluse aree scoperte**: xxx m² dove con apposita postilla viene richiamata l’attenzione: ** Si intendono escluse le “superfici di balconi, terrazzi e aree scoperte pertinenziali e accessorie, comunicanti o non comunicanti” (cfr. Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate 29 marzo 2013).

È opportuno ricordare che la superficie catastale di cui al punto 1. è una superficie catastale lorda, comprensiva di tramezzature interne e tamponature esterne (massimo 50 cm), il 50% della superficie degli accessori diretti comunicanti, il 25% degli accessori diretti non comunicanti, nonché una percentuale degli accessori scoperti esclusivi come balconi terrazzi e simili, calcolati al 30% fino a 25 m², il 10% per la quota eccedente nel caso che essi siano direttamente comunicanti con i vani principali; al 15% fino a 25 m², e il 5% per la restante parte nei casi in cui fossero non comunicanti.
Mentre le superfici indicati al punto 2. sono quelle già messe a disposizione delle Pubbliche Amministrazioni, tramite interscambio informatico, costituite sempre dalle superfici lorde, però senza la percentuale di balconi e terrazze.

MOROSITÀ: come avviene l’erogazione dei contributi previsti?

Il riconoscimento dello stato di morosità incolpevole da parte del Comune di Milano non determina automaticamente l’erogazione dei contributi previsti da parte di Milano Abitare.

Prima di rivolgersi a Milano Abitare occorre raggiungere un accordo con il proprietario secondo le linee del bando tempo per tempo vigente. Solo in questo caso l’agenzia potrà erogare i contributi predisposti.

Si ricorda, inoltre, che Milano Abitare non possiede alloggi di proprietà, non segue graduatorie di assegnazione, ma lavora esclusivamente su alloggi di proprietà privata.

Il proprietario, nella sua piena autonomia, all’interno dei parametri definiti dall’agenzia è libero di scegliere l’inquilino cui locare l’alloggio.


Iter procedurale

No FAQs Found

CERTIFICAZIONE ENERGETICA

singola

No FAQs Found

condominiale

No FAQs Found

LEGGE RIFORMA DELLE LOCAZIONI

Legge 431/98

VARIE TIPOLOGIE CONTRATTUALI

Canone concordato

RISOLUZIONE DEL CONTRATTO: come si fa?

Sono proprietario di un appartamento locato e ho optato per la cedolare secca. L’inquilino mi ha comunicato che non vuole proseguire la locazione. Cosa devo fare?

Deve registrare la risoluzione presentando, entro 30 giorni dal perfezionamento della stessa, il modello RLI compilato, allo stesso ufficio presso il quale è stato registrato il contratto di locazione. I 30 giorni decorrono dal momento in cui il rapporto di locazione si è interrotto. Non è dovuta l’imposta di registro per la risoluzione nel caso in cui si è scelta l’opzione della cedolare secca.

CONTRATTI: quali si possono stipulare con l’agenzia?

Milano Abitare si occupa esclusivamente di contratti a canone concordato di media/lunga durata (art. 2 comma 3 legge 431/98) afferenti all’intero alloggio e non a locazioni parziali (singole stanze).

Non si occupa, inoltre, né di contratti transitori né di contratti per studenti universitari.

L’agenzia non rilascia pertanto, né calcoli, né informazioni su queste tipologie contrattuali.

Al CENTRALINO non risponde nessuno

Si informa che per motivi di organizzazione interna lo staff di Milano Abitare al mattino è impegnato in attività di back-office.

Le telefonate effettuate durante la mattinata non possono essere intercettate dal personale addetto.

Preghiamo l’utenza di chiamare dalle ore 14,30 alle ore 17,30, fascia in cui avranno a disposizione personale qualificato a rispondere ai quesiti formulati.

Nel caso le linee risultassero occupate vi invitiamo a inoltrare una mail a info@milanoabitare.org lasciando i vostri contatti dove verrete richiamati nel minor tempo possibile.

Canone concordato e CLAUSOLA DI GARANZIA

E’ possibile inserire nel contratto di locazione abitativa una clausola con la quale una terza persona (ad esempio un genitore per il figlio) si assume il ruolo di garante obbligato in solido con il conduttore, senza che vi sia una ulterioriore scrittura privata per la sua validità.

Scegliendo la cedolare secca, inoltre, non ci sono costi aggiuntivi per la registrazione; non si applicano infatti le imposte di registro e di bollo, come stabilito dal comma 2 dell’articolo 3 del Dlgs 23/2011.


Canone libero

CONTRATTI: quali si possono stipulare con l’agenzia?

Milano Abitare si occupa esclusivamente di contratti a canone concordato di media/lunga durata (art. 2 comma 3 legge 431/98) afferenti all’intero alloggio e non a locazioni parziali (singole stanze).

Non si occupa, inoltre, né di contratti transitori né di contratti per studenti universitari.

L’agenzia non rilascia pertanto, né calcoli, né informazioni su queste tipologie contrattuali.

Al CENTRALINO non risponde nessuno

Si informa che per motivi di organizzazione interna lo staff di Milano Abitare al mattino è impegnato in attività di back-office.

Le telefonate effettuate durante la mattinata non possono essere intercettate dal personale addetto.

Preghiamo l’utenza di chiamare dalle ore 14,30 alle ore 17,30, fascia in cui avranno a disposizione personale qualificato a rispondere ai quesiti formulati.

Nel caso le linee risultassero occupate vi invitiamo a inoltrare una mail a info@milanoabitare.org lasciando i vostri contatti dove verrete richiamati nel minor tempo possibile.

RISOLUZIONE DEL CONTRATTO: come si fa?

Sono proprietario di un appartamento locato e ho optato per la cedolare secca. L’inquilino mi ha comunicato che non vuole proseguire la locazione. Cosa devo fare?

Deve registrare la risoluzione presentando, entro 30 giorni dal perfezionamento della stessa, il modello RLI compilato, allo stesso ufficio presso il quale è stato registrato il contratto di locazione. I 30 giorni decorrono dal momento in cui il rapporto di locazione si è interrotto. Non è dovuta l’imposta di registro per la risoluzione nel caso in cui si è scelta l’opzione della cedolare secca.